Bambini Maccicati PDF Stampa E-mail

Bambini “maccicati”!

Qualche tempo fa un’educatrice in attesa e con una pancia evidente, si recò a salutare i bambini della sua sezione. Al suo arrivo fu accolta dalla sostituta che invitò i bambini ad andarle incontro per salutarla:
“ E’ venuta a trovarvi la vostra tata, vi ricordate che aspetta un bambino?
“ Dove è il bambino? – chiese qualcuno dei piccoli
“E’ qui, dentro la sua pancia”
Un altro di loro si avvicinò, guardò la pancia dell’educatrice in attesa e poi chiese:
“Maccicato?” (masticato?)
Le educatrici si guardarono, a dir poco, sorprese per l’osservazione acuta di un bambino dell’età di due anni circa. Superato il primo momento di impaccio e facendo ricorso alla sua professionalità, l’educatrice in attesa, si abbassò all’altezza del bambino e rispose:
“ No, non ho mangiato un bambino! Io e mio marito abbiamo fatto all’amore perché ci amiamo.
Il suo semino e il mio si sono incontrati ed è nato un bambino piccolo, piccolo. Ora sta crescendo dentro la mia pancia e quando è pronto bussa e io lo aiuto ad uscire.”
Il bambino evidentemente soddisfatto della risposta si allontanò per continuare a fare il gioco che aveva interrotto al momento dell’arrivo dell’educatrice.
Fin qui tutto facile,penserà qualcuno di voi, bambini piccoli, domande piccole.
Si complica, la risposta, quando i bambini sono più grandi.
La mamma di una bambina di 9 anni, recentemente mi ha raccontato questo episodio:
“Eravamo seduti sul divano, io mio marito e nostra figlia di 9 anni. Ad un certo punto lei ci chiede: - Come fanno a nascere i bambini? -
Io rispondo: - Il babbo dà un semino alla mamma.- Sì, ma come fa il babbo a dare un semino alla mamma? – continua lei
Io e mio marito ci siamo guardati come per dirci - E ora chi risponde? -Nessuno dei due ha trovato il coraggio per parlare, abbiamo fatto finta di non sentire l’ ulteriore domanda con la speranza che nostra figlia non insistesse. Lei
deve aver capito il nostro imbarazzo e non ci ha chiesto altro. Come dovevamo comportarci? Cosa dovevamo dire?
“ La verità – ho risposto- non esiste altro che la verità da dire visto che sotto i cavoli non si sono trovati mai bambini e che le cicogne non ne portano a spasso per i cieli. Sforzarsi di cercare le parole giuste per rispondere ad ogni domanda dei nostri figli è un atto di ascolto e di comprensione nei loro confronti; è voglia di dedizione verso una loro crescita sana, ancorata dalla certezza di trovare sempre accoglimento e comprensione all’interno della famiglia. La sessualità non si può tenere nascosta. E poi – mi domando e chiedo a voi- cosa credete di tenere nascosto quando alla televisione, persino durante la pubblicità, i bambini vedono atti sessuali? Occorre che vi prepariate in tempo alle domande dei vostri figli, che studiate le risposte. Vi sentite in difficoltà perché i vostri figli possono anche chiedere “Ma anche tu e il babbo fate all’amore?” “Sì, - potete rispondere – tu sei nata dal nostro amore” Se siete in difficoltà dichiarate questo sentimento ai vostri figli “mi hai fatto una domanda che mi mette a disagio però voglio rispondere ugualmente” . Se temete di non farcela da soli, andate in libreria e cercate un buon testo che vi aiuti. Comprate e mettetelo nella vostra biblioteca di casa quando arriverà il momento ne potete fare buon uso. Lo aprite e lo leggete o guardate con loro. Seduti accanto, fra domande e risposte vi darete l’opportunità di crescere insieme, l’uno per l’altro.


Per La Clessidra
Marcella Dondoli pedagogista
Sesto Fiorentino 10 Novembre 2009