LA CLESSIDRA Associazione Arci di Volontariato
Il nostro sguardo “scende” sui bambini

Lo sguardo (…) è il fondamento primo della cura. Chi non ha occhi per vedere non ha cuore per provare quella compassione che apre alla cura.
Ma chi non ha sviluppato l’attitudine alla compassione non sa vedere. Chi non si lascia interpellare dall’inquietudine verso la chiamata dell’altro, non si prende cura di lui perché in realtà non lo vede...
(Vanna Iori)

Marcella Dondoli su GiuntiScuola cita alcune frasi di Vanna Iori per sottolineare nel suo articolo il valore dello sguardo che, spesso meglio della parola, trasmette al nostro interlocutore giudizi e sentimenti.

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Parole in lingua madre al nido

A partire da alcune strutture dove maggiore è l’incidenza della presenza di bambini di cittadinanza straniera, un'esperienza vuole ricomporre le “buone pratiche” di integrazione entro una cornice progettuale unitaria.

La lingua madre è la lingua degli affetti, del legame profondo con la propria famiglia e cultura d’origine, parla del bambino, della sua storia.

Si celebra ogni 21 febbraio, giornata internazionale della Lingua Madre proclamata dall’Unesco, ma dovrebbe essere messa in pratica ogni giorno, nei servizi all’infanzia, attraverso riti, gesti, sguardi, parole e spazi quotidiani di accoglienza.

Per continuare a leggere l'articolo di Marta Bernini, Coordinatrice pedagogica pubblicato su GiuntiScuola Clicca qui

 
Fuori dal nido: il quartiere e la città conoscono i bambini

Marcella Dondoli commenta così su FB il suo articolo pubblicato su GiuntiScuola

Quanti ricordi in questo articolo! Dalla mia docente di università ma anche amica affettuosa nella vita, a La Clessidra fino ad oggi, insieme alle tante educatrici che condividono con me l'esperienza di "tenere per mano" bambine bambini nei primi anni della loro vita anche a spasso per le strade delle città. Grazie Anna Lia Galardini grazie a tutte le colleghe dei nidi e delle scuole dell'infanzia nessuna esclusa.

Per leggere l'articolo di Marcella Dondoli pedagogista Clicca qui

 
Il diario del bambino

Il diario è per le famiglie una conferma dell’attenzione che il bambino riceve al nido. È per il bambino una preziosa memoria della sua infanzia. Rappresenta per gli educatori un’occasione di crescita professionale.

Articolo di Anna Lia Galardini pubblicato da GiuntiScuola

È una consuetudine di molti asili nido quella di realizzare un diario per ogni bambino. È un impegno notevole che richiede una riflessione specifica per farne un'opportunità di memoria utile per ogni bambino e per trasmettere alle famiglie il sapere e la sensibilità educativa del nido

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“Perché il bambino morde?”

Molti bambini mordono, soprattutto nella fascia d’età compresa tra 1 e 3 anni. Mordono altri bambini, fratellini o sorelline, mamme, papà, estranei ed educatori, sia a casa che all’asilo e questo accade perché durante l’infanzia i bambini utilizzano diverse modalità per esprimere il proprio mondo interiore: gridano, piangono, fanno i capricci e, talvolta, mordono.
Il morso nei bambini è un comportamento che spesso destabilizza genitori ed educatori eppure, proprio perché è una delle forme di espressione dell’infanzia, entro certi limiti deve essere considerata una manifestazione fisiologica e come tale non deve destare eccessiva preoccupazione.

Quante volte il vostro bambino ha morso qualcuno senza un perché? Già, a volte i rimproveri non sono la soluzione giusta, ma è necessario non sottovalutare certi gesti e coglierne il senso.

Ci aiuta a farlo la dr.ssa Martina Valizzone, specialista in psicologia il cui articolo è pubblicato in collaborazione tra GiuntiScuola e Pazienti.it. Per leggere tutto l'articolo Clicca qui

 
L’ABC delle emozioni

Pensiamo sia indispensabile partire dalle “Indicazioni per il curricolo” per la scuola dell’infanzia che, senza ombra di dubbio, recitano che i bambini vengono avviati all’autonomia se, oltre ad altri aspetti, sono in grado di chiedere aiuto o di poter esprimere insoddisfazione e frustrazione, elaborando progressivamente risposte e strategie, imparando ad esprimere sentimenti ed emozioni. Non si parla più direttamente di controllo ma di espressione. È questo l’indicatore del cambio di passo.

In tale modo si sottolinea il superamento dell’epoca in cui si pensava che le emozioni intralciassero la vita e zavorrassero le persone che non potevano così raggiungere l’obiettivo prefissato con lucida freddezza e determinazione

Per leggere tutto l'articolo di Cinzia Mion pubblicato da GiuntiScuola Clicca qui

 
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