LA CLESSIDRA Associazione Arci di Volontariato
I MODI DI APPRENDERE DEI BAMBINI - "PILLOLE" PER COMINCIARE BENE

Come Imparano i Bambini?

I processi costruttivi, le scoperte, le esperienze messe in gioco. 

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EDUCARE ALLA CURA: SI PUÒ IMPARARE DAI BAMBINI

Sorprendono i bambini, perché fanno e dicono cose che molto spesso sono lontano da ciò che faremmo e diremmo noi adulti nella stessa situazione. Osserviamoli

Sono molte le cose che facciamo quotidianamente in una sezione della scuola dell’infanzia e senza rendercene conto corriamo tutto il giorno dietro a qualcosa di urgente da fare perdendo di vista la dimensione relazionale fra noi e i bambini e fra i bambini. Dimentichiamo che siamo lì per loro e soprattutto insieme a loro in un feedback relazionale dal quale possiamo imparare molto prestando ascolto a ciò che potremmo definire la loro filosofia. Possiamo concederci ogni giorno un po’ di tempo per osservarli, per mettersi da una parte e guardarli come se ogni volta fosse la prima in tutta la nostra storia professionale; sentire quello che dicono, concedersi di lasciare che si muovano in libertà, magari seduti per terra mentre loro sono in piedi può riservarci sorprese con emozioni che da tempo non avevamo più sentito, che non avevano accentuato il battito del nostro cuore.

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PER UN NUOVO ANNO ILLUMINATO


Maurizia Butturini dedica questi pensieri a tutti coloro che operano nella scuola, a contatto con i bambini e le loro famiglie. Buon 2020!

Educare e accompagnare i bambini nella crescita di tutte le dimensioni della persona, aiutarli a “farsi” secondo le personali intelligenze e inclinazioni mettendo a frutto le proprie potenzialità, qualsiasi esse siano, è un compito difficile, impegnativo, complesso. Chiede a noi tutti grande competenza, attenzione, sensibilità, lungimirante capacità di vedere oltre; a volte sembra di non farcela. Ma è anche il mestiere più bello, delicato, sfidante e creativo che vi sia; pretende tanta passione educativa e il desiderio autentico di accettare la sfida che ci è posta.

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COLTIVARE L’AMICIZIA TRA BAMBINI A SCUOLA

L’amicizia è un sentimento che unisce le persone, anche i bambini. Valorizzarlo a scuola aiuta a sviluppare un clima di cooperazione, di comprensione ed empatia, così come la negoziazione o il compromesso.

Nella scuola dell’infanzia bambine e bambini giocano molto fra loro. Formano sottogruppi di aggregazione dove il sentimento di amicizia è espresso non solo attraverso le parole ma anche con i comportamenti:  l’abbraccio al momento dell’arrivo a scuola o del ricongiungimento con i genitori, i sorrisi, gli sguardi di approvazione e di incoraggiamento, di aiuto e di consolazione, i baci. Con l’amicizia i bambini imparano a comprendere l’altro, i suoi sentimenti, e i suoi pensieri; imparano a “vedere l’altro” e a manifestare capacità empatiche. Il nido e la scuola dell’infanzia sono contesti di relazioni sociali, dove si possono sperimentare, insieme alla condivisione, rivalità, gelosie, competizioni. 

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RI-TROVARSI A SCUOLA CON I GENITORI

I bambini sono parte di una famiglia. Dare la possibilità ai genitori di raccontarli sostiene lo sviluppo della loro identità e promuove la diversità che li caratterizza. 

Pensare e realizzare spazi in cui insegnanti e genitori si incontrano è un’azione che favorisce la “costruzione” di quello spazio che Paola Milani chiama Terra di mezzo. C’è il tempo che il bambino trascorre a casa con la famiglia, quello che trascorre a scuola con le insegnanti, le operatrici e i coetanei. Bisogna acquisire consapevolezza che famiglia e scuola stanno educando lo stesso bambino, bisogna imparare a riconoscere che è necessario, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, realizzare esperienze che mettano genitori e insegnanti nella condizione e disponibilità di imparare gli uni dagli altri.

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Il nido e la scuola dell'infanzia per una crescita senza forzature

Un "luogo di vita" che accoglie i bambini e le bambine nella loro interezza, non solo per gli apprendimenti cognitivi.

Sia nei servizi educativi che in famiglia, gli adulti sono sempre pronti a sollecitare le competenze cognitive dei bambini. È indubbiamente un obiettivo da sottolineare positivamente perché le grandi potenzialità di apprendimento dei primi anni di vita non vadano disperse. Questo non deve in ogni caso significare, per gli educatori e neppure per i genitori, privilegiare una visione dell’educazione che incoraggia la scelta di apprendimenti precoci, tesi sempre a preparare a traguardi successivi. Non sono unicamente le esperienze cognitive a dover essere favorite, è necessario prendere in carico la globalità dei bisogni dei bambini e quindi dare attenzione agli affetti ed alle emozioni che hanno un ruolo decisivo nello sviluppo.

Clicca qui per leggere tutto l'articolo di Anna Lia Galardini pubblicato da GiuntiScuola

 
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