LA CLESSIDRA Associazione Arci di Volontariato
Lo sguardo sulle possibilità del nostro mestiere di insegnanti

Non facciamo finta che tutto sia come prima o che nulla possa più essere come prima.

Articolo di Maurizia Butturini pubblicato il 5 ottobre 2020 su GiuntiScuola

In questo tempo così incerto e pieno di nuove difficoltà proviamo a spostare lo sguardo sulle possibilità che il nostro mestiere di insegnanti ci offre.

Ritroviamo ragioni e essenze che possano essere presenti nei giorni, nel nostro quotidiano stare con i bambini.

Mettiamo al primo posto la gioia. Evitiamo di sovraccaricare le ore di un lavoro che non sia cura, relazione, incontro lento e disteso con nuove scoperte e conoscenze.

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I Bambini nel tempio dell'Infanzia..... di Maria Rita Parsi Clicca Qui





 
MORIRE A 11 ANNI: QUANDO LA MENTE E’ UNA SCATOLA NERA


MORIRE A 11 ANNI: QUANDO LA MENTE E’ UNA SCATOLA NERA

Perché si decide di morire a 11 anni? Un gesto così estremo in così tenera età è il frutto di una sofferenza incontenibile o il risultato di altro? Sulla vicenda del preadolescente napoletano, le indagini, al momento tendono ad approfondire che cosa sia successo nella vita online di questo ragazzo. L’unico dato certo, al momento, è che la sua spiegazione al fatto autolesivo sta scritta in un messaggio in cui chiede scusa per ciò che andrà a fare da lì a poco, a causa di un uomo nero. Che cosa si nasconde dietro questo “uomo nero”? Mentre le indagini vanno a scandagliare le sue navigazioni online degli ultimi giorni, vale la pena ribadire che spesso nella mente dei giovanissimi si accendono pensieri, percorsi, immagini, ossessioni che li trascinano fuori dal principio di realtà.

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IL CORAGGIO SI IMPARA: perché il Covid ci può aiutare ad essere genitori migliori.

Nella settimana in cui riparte la scuola, noi genitori dobbiamo davvero fare un’operazione complessa, ma quanto mai necessaria in questo momento. Dopo aver sostenuto la crescita e la vita dei nostri figli nello spazio ristretto e protettivo delle nostre vite famigliari, ora dobbiamo spingerli a ributtarsi nella vita che c’è fuori. Andare nel mondo...

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Il distanziamento fisico e i bisogni evolutivi del bambino

 “Stammi vicino”; “Vieni qui”; “Non andare di là”: i bambini infinite volte ci dicono con le parole, ma non solo, che per loro la prossimità fisica è fondamentale.

Ci vogliono vicini, vogliono sentire che noi stiamo al loro fianco in modo concreto. Non bastano le parole: ci vuole anche la vicinanza dei corpi. Serve a conferire una sensazione di protezione e sicurezza. Serve a sentirsi contenuti quando le emozioni sono esondanti e loro da soli non ce la fanno ad entrare in modo adeguato nei processi autoregolativi. Quante volte per calmare un bambino non bastano sguardi e parole, ma bisogna prenderlo in braccio e stringerlo? E quante volte, i genitori stessi, per gestire una crisi di rabbia, stringono le braccia intorno al loro figlio per fargli sentire che tutto ciò che sembra incontenibile, dentro a quella stretta, può essere tenuto?

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DARE FORMA ALLA PIATTAFORMA: LE EMOZIONI E L’ASCOLTO INSIEME ALL’APPRENDIMENTO
Scritto da Administrator   

Come educare bambine e bambini alla leggerezza e alla gioia anche in questa situazione? 

Se restiamo imbrigliati in ciò che pensiamo di aver perso, la mente vacilla e non ci supporta nel trovare soluzioni per appropriarci e riconoscerci anche in qualcosa che fino a quel momento non avevamo preso in considerazione.

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La familiarità della vita e con la morte

Marcella Dondoli, prendendo spunto dalla pandemia, ci offre la possibilità di riflettere sul ruolo degli adulti nei confronti dei bambini di fronte alle difficoltà e sofferenze che la vita inevitabilmente presenta.
Tenerli al riparo dalle avversità o mettersi al loro fianco per aiutarli ad accettarle prima e superale poi?

 
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