LA CLESSIDRA Associazione Arci di Volontariato
COLTIVARE L’AMICIZIA TRA BAMBINI A SCUOLA

L’amicizia è un sentimento che unisce le persone, anche i bambini. Valorizzarlo a scuola aiuta a sviluppare un clima di cooperazione, di comprensione ed empatia, così come la negoziazione o il compromesso.

Nella scuola dell’infanzia bambine e bambini giocano molto fra loro. Formano sottogruppi di aggregazione dove il sentimento di amicizia è espresso non solo attraverso le parole ma anche con i comportamenti:  l’abbraccio al momento dell’arrivo a scuola o del ricongiungimento con i genitori, i sorrisi, gli sguardi di approvazione e di incoraggiamento, di aiuto e di consolazione, i baci. Con l’amicizia i bambini imparano a comprendere l’altro, i suoi sentimenti, e i suoi pensieri; imparano a “vedere l’altro” e a manifestare capacità empatiche. Il nido e la scuola dell’infanzia sono contesti di relazioni sociali, dove si possono sperimentare, insieme alla condivisione, rivalità, gelosie, competizioni. 

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RI-TROVARSI A SCUOLA CON I GENITORI

I bambini sono parte di una famiglia. Dare la possibilità ai genitori di raccontarli sostiene lo sviluppo della loro identità e promuove la diversità che li caratterizza. 

Pensare e realizzare spazi in cui insegnanti e genitori si incontrano è un’azione che favorisce la “costruzione” di quello spazio che Paola Milani chiama Terra di mezzo. C’è il tempo che il bambino trascorre a casa con la famiglia, quello che trascorre a scuola con le insegnanti, le operatrici e i coetanei. Bisogna acquisire consapevolezza che famiglia e scuola stanno educando lo stesso bambino, bisogna imparare a riconoscere che è necessario, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, realizzare esperienze che mettano genitori e insegnanti nella condizione e disponibilità di imparare gli uni dagli altri.

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Il nido e la scuola dell'infanzia per una crescita senza forzature

Un "luogo di vita" che accoglie i bambini e le bambine nella loro interezza, non solo per gli apprendimenti cognitivi.

Sia nei servizi educativi che in famiglia, gli adulti sono sempre pronti a sollecitare le competenze cognitive dei bambini. È indubbiamente un obiettivo da sottolineare positivamente perché le grandi potenzialità di apprendimento dei primi anni di vita non vadano disperse. Questo non deve in ogni caso significare, per gli educatori e neppure per i genitori, privilegiare una visione dell’educazione che incoraggia la scelta di apprendimenti precoci, tesi sempre a preparare a traguardi successivi. Non sono unicamente le esperienze cognitive a dover essere favorite, è necessario prendere in carico la globalità dei bisogni dei bambini e quindi dare attenzione agli affetti ed alle emozioni che hanno un ruolo decisivo nello sviluppo.

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L’educatore: un funambolo tra i bambini

ll suo ruolo è quello di sempre stare un passo indietro, procedendo anche per tentativi, ma sempre nell'ottica di non cadere nella tentazione di proporre e dirigere il gioco, lasciando spazio ai bambini stessi.

Riflettiamo sempre troppo poco su che cosa può orientare davvero il nostro lavoro educativo. Sicuramente ciò che ci può aiutare è domandarsi se quello che stiamo facendo risponde ai bisogni dei bambini. Quali sono i criteri che possono sostenere le scelte educative degli educatori?

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Accogliere per conoscersi

Spazi, tempi, gesti di accoglienza sono i luoghi dove le storie di ciascuno si incontrano in un intreccio complesso e unico che darà vita al gruppo di cui facciamo parte.

La fine di agosto con le more che maturano sui rovi porta i profumi che l’estate ci lascia prima della sua partenza. Pare che voglia addolcire ogni rientro: quello al lavoro e quello alla scuola. Le insegnanti si preparano: c’è chi pensa al nuovo anno con entusiasmo e chi con un po’ di fatica. Anche i bambini sanno del rientro oppure del nuovo inizio. Nonostante che la separazione dai genitori non sia sempre facile, sappiamo che per i bambini l’esperienza educativa insieme ad altri coetanei e a adulti non familiari è molto importante per la cura della loro crescita.

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"Libri per nutrire la mente": "La prima verità"

"Libri per nutrire la mente":

Prosegue la raccolta, a cura della direttrice di Nidi d'Infanzia Anna Lia Galardini, con il titolo "La prima verità" di Simona Vinci (Einaudi, 2016).

L'opera di Simona Vinci affronta il tema, quanto mai attuale, della malattia mentale, mettendoci a confronto con l'idea del “diverso da noi”

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